
Un progetto innovativo e inclusivo per riscoprire il patrimonio della Valle di Scalve attraverso suoni, voci, memorie e nuove tecnologie. Al centro dell’iniziativa, una visita uditiva immersiva e il coinvolgimento della comunità, delle scuole e delle realtà del territorio.
Il Museo Etnografico di Schilpario celebra il quarantesimo anniversario dalla sua apertura con REVERBERA. Una nuova luce sul Museo”, un progetto che propone un modo nuovo di vivere e scoprire il patrimonio culturale della Valle di Scalve.
Un anniversario importante diventa così l’occasione per interrogarsi sul futuro del Museo e sulle nuove modalità con cui il patrimonio può essere raccontato, condiviso e reso accessibile. Il progetto nasce proprio da questa volontà: offrire ai visitatori uno sguardo diverso sull’esposizione, mettendo temporaneamente da parte la centralità della vista per dare spazio a un altro senso, spesso meno considerato nei percorsi museali: l’ascolto.
“Una nuova luce sul Museo” vuole infatti invitare il pubblico ad ascoltare gli oggetti. E, attraverso di loro, ad ascoltare le persone, i luoghi, i gesti e le storie che quegli oggetti custodiscono.
Il progetto valorizzerà il patrimonio materiale e immateriale del Museo attraverso la diffusione di testimonianze audio e la produzione di nuovi contenuti sonori. Le interviste raccolte negli anni Ottanta e Novanta ai protagonisti della vita e dei lavori del territorio torneranno così a dialogare con gli oggetti oggi esposti nelle sale del Museo.

Una visita al buio per ascoltare il passato
Cuore dell’iniziativa sarà la realizzazione di una visita uditiva immersiva, pensata per accompagnare i visitatori in un’esperienza sensoriale fuori dall’ordinario.
Ambienti di lavoro, suoni, voci, narrazioni orali e memorie collettive guideranno il pubblico in un percorso di ascolto profondo. Per alcuni momenti l’esperienza si svolgerà al buio, con l’obiettivo di ridurre le distrazioni visive e permettere ai partecipanti di concentrarsi completamente sui suoni e sulle suggestioni evocate dalle testimonianze.
Le registrazioni delle voci del passato saranno intrecciate con nuovi suoni ambientali, raccolti e rielaborati per costruire un paesaggio sonoro capace di riportare alla memoria atmosfere, gesti e luoghi legati alla storia della Valle di Scalve. Questa parte tecnica verra realizzata da MOLOM – duo artistico composto da Milena Berta e Alessandro Pedretti.
L’ascolto diventerà quindi una nuova chiave di accesso al Museo: un modo per avvicinarsi agli oggetti non soltanto osservandoli, ma immaginando le mani che li hanno utilizzati, i luoghi in cui hanno trovato posto e le vite di cui sono stati parte.
Un progetto condiviso con la comunità
“REVERBERA – Una nuova luce sul Museo” è stato costruito insieme al territorio.
Gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado del Plesso di Schilpario dell’Istituto Comprensivo di Vilminore di Scalve sono stati coinvolti in attività e laboratori alla scoperta degli oggetti museali e alla reinterpretazione delle storie raccolte nel corso degli anni: quattro laboratori realizzati con l’aiuto dell’educatore teatrale Luca Giudici, faranno immergere i ragazzi e le ragazze delle scuole insieme agli utenti del CDD, in un’esperienza sensoriale.
Il progetto prevede, infatti, il coinvolgimento delle realtà locali che operano nel campo dell’inclusione e del sostegno alle persone più fragili. Le attività saranno sviluppate con particolare attenzione all’accessibilità e alla dimensione multisensoriale, per favorire la partecipazione di persone con disabilità e sperimentare nuove modalità di fruizione del patrimonio culturale.
Un ruolo importante sarà affidato anche agli anziani del territorio, chiamati a condividere racconti, ricordi e testimonianze in un percorso di trasmissione intergenerazionale del sapere. L’incontro tra le diverse generazioni sarà uno degli elementi centrali del progetto: ascoltare chi ha vissuto il territorio e le sue trasformazioni significa infatti creare un ponte tra memoria e futuro.

Il Museo come spazio da ascoltare
Il percorso coinvolgerà anche altre realtà culturali della Valle di Scalve, tra cui il Museo della Miniera e il Museo dell’Illuminazione Mineraria, in un’ottica di valorizzazione del territorio e di costruzione di un vero e proprio museo diffuso.
Il progetto culminerà nella realizzazione di una mostra temporanea uditiva (dal 19 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027) e nella produzione di un video che intreccerà suoni, immagini e memorie. Un racconto contemporaneo costruito a partire da un patrimonio raccolto e custodito nel tempo, ma capace ancora oggi di generare nuove domande e nuove possibilità di narrazione.
Un calendario che accompagnerà il Museo fino alla fine del 2026
Il lavoro ha preso avvio con l’ascolto e la selezione delle testimonianze raccolte negli anni Ottanta e Novanta, per individuare le voci e le storie che entreranno a far parte della nuova esperienza.
Nei mesi successivi sono stati effettuati sopralluoghi e registrazioni sonore, affidate a professionisti del suono (MOLOM – Milena Berta e Alessandro Pedretti), per raccogliere e rielaborare i rumori e le atmosfere legate agli oggetti e ai luoghi raccontati.
Durante l’autunno stanno prendendo forma le tracce audio definitive e il video del progetto, mentre inizierà una campagna di comunicazione pensata per accompagnare il pubblico verso gli appuntamenti conclusivi dell’inverno.

Quarant’anni di storia, nuove possibilità per il futuro
A quarant’anni dalla sua apertura, il Museo Etnografico di Schilpario sceglie quindi di celebrare la propria storia senza limitarsi a guardare indietro.
“REVERBERA – Una nuova luce sul Museo” è un invito ad ascoltare ciò che il patrimonio ha ancora da raccontare. A riscoprire le voci custodite negli archivi, a creare nuovi legami tra le generazioni e a rendere il Museo uno spazio sempre più aperto, accessibile e partecipato.
Gli oggetti donati e raccolti negli anni ’80 non sono solo un’esposizione.Conservano storie.
E, a volte, per sentirle davvero, basta fermarsi ad ascoltare.
Il progetto “REVERBERA – Una nuova luce sul Museo” è realizzato nell’ambito delle celebrazioni per il 40° anniversario del Museo Etnografico di Schilpario, con il sostegno di Regione Lombardia e del Comune di Schilpario.
